Il terminal delle risposte Stampa E-mail
Scritto da massi+   
mercoledý 19 novembre 2008
Progettare a dimensione urbana, se non altro per quanto riguarda le finalità di progetto, se non per la dimensione dell’area intreressata direttamente dall’intervento, porta facilmente all’insorgere di discrepanze quando, dalla dimensione urbana per l’appunto, si scende a quella di dettaglio funzionale.

Così, trovo non valorizzata la mia presa di posizione circa i principi base sui quali porre l’attenzione durante lo studio funzionale di una infrastruttura importante a scala urbana, quale un terminal per i mezzi pubblici.
 
terminalSe da una parte non si può negare la necessità di una forte correlazione spaziale tra il terminal e la vicina stazione ferroviaria, che porta ad abbracciare unimamente la decisone di avvicinare quanto possibile i due elementi, per contro, non trovo riscontro per quanto riguarda la separazione tra i diversi flussi di fruizione.

 Oggi, la necessità di integrare le diverse modalità di trasporto, si trova a dover fare i conti con una nuova logistica che attiene al panorama delle esigenze dell’utenza in movimento.
Creare spazi adiacenti non è più sufficiente ad incrementare un nuovo tipo di pensiero, è necessario che questi spazi offrano servizi e garanzie in grado di orientare l’utenza verso questa nuova modalità non solo perché l’azione urbanistica è affiancata da norme volte alla disincentivazione di altre tipologie di mobilità, ma anche e soprattutto perché queste modalità permettono una migliore qualità della vita in relazione allo stress, alla possibilità di una maggiore ottimizzazione dei tempi e degli spazi.

 In quest’ottica, grande importanza per me ricade sulla differenziazione dei percorsi, sulla suddivisione degli spazi, che devono essere organizzati in maniera da limitare e magari annullare le interferenza tra le diverse tipologie di fruizione.

Da ciò discende la necessità di separare le piste dedicate agli automobilisti indirizzati verso i parcheggi “kiss&ride”, “park&ride”, dai servizi publici, bus e taxi, nonché dai pedoni in afflusso verso le piattaforme. Sicurezza, facilità di orientamento, immediatezza della segnaletica, organizzazione spaziale dei servizi. Queste sono le chiavi vincenti per realizzare uno spazio di servizio a dimensione urbana in grado di permettere la coesistenza di flussi differenti e ridistribuirli in maniera efficace.

Alcune mosse sono strategiche:

Semplificare i percorsi in maniera da ottimizzare la segnaletica ed impedire ad utenti distratti di non recepire avvisi ed indicazioni.

Separare i percorsi per tipologia di utenza al fine di limitare le interferenze e le occasioni di incidente o intralcio reciproco.

Ottimizzare e concentrare i “landing point” per i diversi tipi di utenza, in maniera da ottimizzare i costi per sistemi informativi e di segnalazione, generando al tempo stesso efficaci e funzionali punti di incontro tra la domanda e l’offerta.

Fornire servizi specifici e volti all’integrazione dei sistemi di trasporto, info plan digitali con informazioni sulle partenze dei treni, dei bus, della residua capienza dei parcheggi, organizzare sistemi di distribuzione dei biglietti.

 

In tutto questo, la necessità di superare la soglia della semplice organizzazione dello spazio per passare ad una più evoluta organizzazione delle risposte.

bye, massi+

 

 

 

 

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