Finalmente consegnato il Piano Regolatore di Sagno. Stampa E-mail
Scritto da massi+   
martedý 06 maggio 2008

 Collaborando con lo studio Janner  sono subentrato a lavori quasi ultimati nella redazione del Piano Regolatore di Sagno, ma tanto è bastato per un vero tour de force.


sagnoUn piano che mi ha soprattutto fatto riflettere sulla gestione del territorio orientata alla densificazione che, se da una parte evita dispersioni economiche in linee infrastrutturali, dall'altra rende difficile il contenimento dell'impatto insediativo sul profilo del landscape delle colline ticinesi.

 

Contrastare la periurbanizzazione, significa esortare la nascita di centri insediati più coerentemente organizzati con una sistematizzazione maggiore e più efficiente delle risorse disponibili per i residenti in termini di infrastrutture tecnologiche, viarie, amministrative etc. Una razionalizzazione che potrebbe far immediatamente pensare a un territorio di nuclei moderatamente allargati su una dimensione di 5 o 10 minutes walking, ma che rischia di innescare un pericoloso sbilancio volumetrico delle costruzioni rispetto al panorama naturale.

Limitare l'edificazione "sparsa", oggettivamente perniciosa sotto diversi punti di vista anche se comandata da una forte richiesta di mercato, non può necessariamente coincidere con il ricorso all'ampliamento e sostituzione di edifici facenti parte dei nuclei tradizionali, almeno non senza una analisi dettagliata caso per caso, al fine di mappare il patrimonio edilizio e diversificare maggiormente l'entità degli insediamenti possibili, con maggiori vincoli sulle sagome e sui prospetti.

 

Una utile lettura tratta da:

http://www.architekten-bsa.ch
/api/1130868303/de

 " La FAS ritiene che negli ultimi quindici anni il territorio del Cantone abbia vissuto tendenze negative sotto il profilo della qualità insediativa. 

La FAS considera la “periurbanizzazione”, o urbanizzazione diffusa, come la tendenza alle cui conseguenze, sul piano economico, sociale e culturale, bisogna far risalire gran parte dei fenomeni negativi.
La periurbanizzazione rappresenta, innanzitutto, il fallimento della pianificazione a livello comunale, ed anche a livello cantonale.
La periurbanizzazione e la bassa densità insediativa che, di fatto, sono accettate acriticamente da almeno 50 anni, sono la vera causa del dissesto finanziario dei Comuni e dei Cantoni.
Le ragioni di questi dissesti si fanno comunemente risalire ai costi della sanità o della socialità o del lavoro e mai, invece, al fenomeno, più concreto e più vicino, delle modalità con le quali si edifica il territorio.

I conti dei Comuni e del Cantone sono in rosso soprattutto perché non riescono a coprire i costi di costruzione, gestione e manutenzione delle infrastrutture, dispersive e irrazionali: chilometri di strade, fognature, canalizzazioni, linee elettriche e telefoniche, linee di trasporto, ecc. necessari per servire una “città” dispersa.

A questi costi bisogna aggiungere quelli sostenuti dalle famiglie, principalmente quelli relativi al trasporto individuale privato.

L’effetto sulla qualità del paesaggio ticinese è evidente, nel senso che i territori di fondovalle e delle pendici montane del Cantone, sempre più caratterizzati dalla bassa densità e dalla mancanza di gerarchia, di ordine, di punti di riferimento, tendono ad assimilarsi alla grande periferia milanese.

La situazione richiede l’elaborazione di puntuali e forti alternative in grado di privilegiare la densificazione delle aree già strutturate.

E’ indispensabile riflettere sull’idea di un “Ticino Città Regione” imperniato su 3 grossi “quartieri”, Lugano, Locarno, Bellinzona, con un possibile “quartiere” a nord, Biasca, e un “quartiere” a sud, Mendrisio-Chiasso, “quartieri” con una alta densità, in grado di concentrare e razionalizzare le infrastrutture, i servizi, i costi della collettività e del privato.

Quartieri capaci, finalmente, di assumere un carattere cittadino, dentro i quali, per esempio, sarà possibile un discorso serio di pedonalizzazione, di spazi pubblici riconsegnati ai cittadini e in particolare ai bambini.

Il tema delle aggregazioni comunali andrebbe sviluppato in funzione di questo obiettivo territoriale.

La questione di governare i fenomeni insediativi favorendo la densificazione e l’economia delle risorse territoriali contrasta con la cosiddetta “domanda del mercato”, che riflette i modelli abitativi più diffusi e condivisi dell’abitazione unifamiliare isolata, e che, all’inverso, continua ad alimentarla proponendo insediamenti sempre più dispersi.

Esiste quindi anche un problema culturale, che comporta la modifica di concezioni individualistiche consolidate.

A ciò si può far fronte soltanto con una vera e propria iniziativa da parte del Cantone, che promuova e pubblicizzi nuovi e diversi modi di abitare e di muoversi sul territorio.
Pensiamo che se si attende che dette modifiche culturali avvengano spontaneamente, senza iniziative di grande impegno, le tendenze in atto prevarranno. 
[...]

 
Bellinzona, 27 maggio 2005.

A nome della FAS, il presidente: Renato Magginetti "

 

 

bye, massi+

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 26 novembre 2008 )
 

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