Specchi del cielo (il Ritom-Piora in mountain bike) Stampa E-mail
Scritto da massi+   
lunedý 02 luglio 2007
In Ticino, al confine con i Grigioni, nel cuore delle Alpi Svizzere, una piccola valle in quota cela, tra verdi pascoli e fioriture multicolori, una serie di affascinanti piccoli laghi. (articolo comparso sul numero di agosto della rivista  Trekking)

 

articolo ritom piora La  funicolare s'inerpica così ripidamente da far pensare si tratti in realtà di un ascensore. E il piano di sopra è completamente un altro mondo. Bastano infatti 800 metri di dislivello e pochi minuti di tempo, per proiettare il passeggero dal fondovalle leventino ad un ambiente silvestre completamente diverso, anche dal punto climatico.

Cicrondata da un anfiteatro montuoso, con cime tutte al di sopra dei 2000 m, la val Piora, con una quota media di circa 1800 m,  si presenta al visitatore come una serie di piccole conche adagiate l'una accanto all'altra. Percorrendole, ad ogni scollinamento, è piacevole farsi sorprendere da una serie di piccoli laghi nei quali si rispecchia un ambiente di verdi pascoli montani e rossi cespi di rododentri selvatici.
Visitare questi laghi, percorrendo uno dei tanti itinerari, è come mangiare le ciliegie, una tira l'altra e alla fine, dal più grande, il lago Ritom, ai più piccoli laghetti di Taneda e ancora ai più remoti, i minuscoli laghetti della miniera, si potrà dire di averne visti almeno nove.  

Il Lago principale, il più conosciuto, è il Ritom. Visto dal sentiero verso Cadagno, l'ampio specchio acqueo,  sembra fondersi con il blu del cielo. Quasi non si nota il netto taglio della diga al di la della quale, un ripido versante porta verso Piotta e Airolo. La calma della superficie d'acqua è assoluta, paragonabile solo al silenzio irreale di una natura che s'impone placando e assorbendo tutto, anche il vociare delle comitive che, numerose, assalgono i versanti come affrontando una scala verso quelle nuvole che incuranti sfrecciano in cielo proiettando a terra buffe ombre.
Secondo per estensione, il lago di Cadagno si adagia in una vasta depressione alle spalle dell’omonimo abitato. Tra le sue peculiarità, un rarissimo fenomeno naturale, la meromissi.  Questo si manifesta in una netta separazione delle acqua in due strati sovrapposti: mentre quello più superficiale è ricco di ossigeno, andando di fatto a costituire l'habitat ideale per numerose specie di pesci, quello inferiore ne è completamente privo ed è abitato solo da alcune forme di microorganismi. A fare da barriera impenetrabile tra i due strati, una comunità di batteri.
Il lago di Cadagno non è il solo ad essere ricco di pesci e, se il Ritom attira numerosi pescatori per la presenza delle famose trote canadesi, in grado di raggiungere anche gli otto chilogrammi di peso, anche il lago di Tom può vantare una ampia schiera di appassionati che, ordinatamente disposti lungo le sue rive acquitrinose, attendono il muoversi frenetico del cimino della canna.
Certo, il laghetto di Tom, a 2022 metri, impone un minimo di fatica a chi intende raggiungerlo, ma ne vale la pena, raccolto com'è in una conca erbosa che sembra proteggerlo, come quando si uniscono le mani per raccogliere l'acqua da una sorgente. Dal laghetto di Tom, un ripido sentiero s'inerpica verso nord e scollinando a 2250 metri, c'è ancora la neve, porta ai laghetti di Taneda. Da li, ancora uno sforzo si impone per giungere prima al Lago Scuro, e poi, attraverso una ampia circumnavigazione, ai laghi Isra e Stabbia.

Ma non sono solo i laghi a carpire l'attenzione del visitatore, i declivi verdeggianti che si percorrono, accompagnati solo da una decisa brezza montana, brillano dei mille colori di una varietà di fioriture straordinaria. Sono tantissime infatti le specie che rallegrano questa valle. In primis il rhododendron ferrugineum che, con i suoi cespugli grandi e piccoli, punteggia di rosso interi versanti, poi l'arnica, con il suo giallo svettare oltre la cotica erbosa, i ranuncoli, la genziana.
Non è difficile poi, mentre ci sia aggira per i campi fioriti, scoprire di essere furtivamente osservati da una delle tante marmotte che, ritte in piedi oltre il livello della bassa vegetazione, scrutano il paesaggio, pronte a fuggire goffamente verso la loro tana al primo sentore di essere state individuate.  Noi in punta di piedi, anzi di pedali, riprendamo la nostra strada per non disturbare.



itinerario:

Meta turistica assai nota, questa regione è in grado di soddisfare sia le esigenze degli escursionisti più preparati, sia quelle delle famiglie con bambini al seguito e mentre alcuni itinerari sono poi dedicati al nordic-walking, il largo sentiero che porta al passo dell'uomo è un classico della mountain bike.
In questo contesto, l'itinerario che si propone su queste pagine, non particolarmente lungo, ma abbastanza impegnativo del punto di vista tecnico, vuole offrire la possibilità agli appassionati della mountain bike di condensare, in un percorso unico, almeno i laghi più noti, gli unici  oltretutto ragionevolmente accessibili anche in bicicletta.

Tipologia: all-mountain
Percentuale su sterrato: 100%
Difficoltà: medio
Partenza: Diga Lago Ritom
Arrivo: Diga Lago Ritom
Dislivello in salita:  273m
Dislivello in discesa:  273m
Quota massima raggiunta:  2077m
Durata: 4 ore per il semplice anello, altre 4 ore per arrivare al passo di Lucomanno
Cartografia: Foglio 1252 Swisstopo Ambrì Piotta - Foglio 1232 Swisstopo Oberalpass - Carta ciclistica del ticino n.18 Kummerly&Frey / ATA


Partendo dalla diga, costeggiando il versante nord del lago si ha la possibilità di scaldare le gambe prima di impegnarsi nelle salite, il percorso infatti si presenta pianeggiante e agevole, una tipica strada bianca che permette anche di distrarsi per osservare la distesa d’acqua dilatarsi al nostro fianco.
Nei pressi di un piccolo pascolo prospicente il lago, un largo sentiero piuttosto ripido di diparte alla sinistra per giungere al lago Tom. Sarà la salita più impegnativa della giornata. Una serie di tornanti a tratti anche piuttosto sconnessi, risale decisa; fortunatamente la sede piuttosto larga permette di decidere la traiettoria migliore per evitare le numerose pietre smosse. Purtroppo l’ultimo tratto imporrà a chi possiede una bici piuttosto pesante di fare alcuni tratti a piedi, anche a causa degli ostacoli presenti nel penultimo tornante. Superato l’ultimo tornante, la salita ritorna fattibile, almeno se si è disposti a ricominciare a frullare le gambe come la centrifuga della candy con un 22x32 o peggio.
Si giunge al lago Tom arrivando alle spalle di una malga, dove gli affioramenti calcarei generano una piccola spiaggia bianca. Da questo punto si può  affrontare il sentiero che sale ancora qualche decina di metri sulla destra, oppure affrontare la circumnavigazione del lago attraversando i pascoli (ricordarsi di chiudere i recinti) e la vasta area acquitrinosa posta a nord. In questo caso è necessario prestare attenzione al fondo reso cedevole dalla presenza di acqua. In ogni caso si risalirà, a tratti spingendo, fino al piccolo valico (2077 m) dal quale sarà possibile ammirare dall’alto i due laghi, Ritom e Cadagno, adagiati l’uno accanto all’altro.
Dopo un necessario riposo, si affronterà una discesa, breve ma impegnativa, che ci condurrà sino all’abitato di Cadagno di Fuori. Il tracciato si presenta molto ripido e tecnico, soprattutto nella parte alta dove pietre smosse e gradoni rendono il tratto divertente per gli appassionati di freeride o downhill; occorre prestare molta attenzione ai profondi canali sacavati dall’acqua dove i pedali possono improvvisamente impuntarsi provocando una rovinosa caduta.
A Cadagno, presso l’omonima capanna, è possibile rifocillarsi e riposarsi prima di riprendere l’itinerario.
Il lago di cadagno è comodamente circumnavigabile in mtb, partendo dall’abitato in direzione Cadagno di Dentro (poche cascine) e procedendo sino a guadare il ruscello che si getta dal sovrastatne Lago dello Stabbio.
Proseguendo si giungerà all’Alpe di Piora, dove una azienda agricola offre anche la possibilità di acquistare direttamente alcuni latticini frutto della produzione locale.
Da qui si può decidere di procedere in direzione Passo dell’Uomo lungo il largo tracciato che si snoda alla sinistra oppure ripiegare immediatamente verso il punto di partenza seguendo il largo sterrato in discesa a destra.

Chi vorrà seguire l’itinerario verso il passo dell’uomo dovrà pensare di soggiornare in loco, magari a Cadagno e riprendere il giorno seguente in quanto l’itinerario è impegnativo: Dall’alpe Piora una serie di salitoni pedalabili porta sino a quota 2170, dove una spettacolare pista sassosa tutta sul crinale porta sino al Passo dell’Uomo. Da qui si può ritornare indietro, magari passando per l’alpe Carrorescio per cambiare strada, oppure affrontare l’appassionante discesa al Cuolm Lucmagn lungo una interminabile sassaia.


Come arrivare:

Costruita nel '21, in concomitanza con la realizzazione dell'omonima centrale idroelettrica, la funicolare del Ritom, con la sua pendenza dell'87,8% è oggi la più ripida d'Europa. Attrezzata anche per trasporto delle bici al seguito, rappresenta il modo più suggestivo di raggiungere Piora e la sua valle partendo da Piotta, località di fondovalle posta sulla direttrice del San Gottardo.

Giungere a Piotta:
In treno sulla tratta Chiasso-Zurigo scendere a Faido o Airolo e seguire la strada Cantonale sino a Piotta.
In auto: autostrada A2 uscita 42, da li seguire la N1 fino a Piotta.

La stazione si trova a fianco della centrale idroeletrica (grande edificio di mattoni)


Numeri utili:
Regione Ritom-Piora/Leventina Turismo tel. +39 (0)91 8691533
Ente Tursistico del Ticino tel. +39 (0)91 8257056
Ferrovie Federali Svizzere: +41 0900 300300
Funicolare Ritom: +41 (0)91 8683151

Locanda con alloggio Ritom: Tel & Fax +41(0)91 8681424
Capanna Cadagno: Tel +41 (0)91 8681323

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 05 settembre 2007 )
 

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