una teoria del colore e degli spazi stretti Stampa E-mail
Scritto da massi+   
luned́ 25 giugno 2007
Trovarsi ad elaborare, per uin incarico, uno spazio meno interessante di quanto ci si aspettava, impone un cambiamento di approccio. Così, si parte dal plasmare le forme per arrivare a arrivare a plasmare i colori.


arredamento  

O meglio, si prova a plasmare, attraverso i colori, la percezione che si ha dei materiali. Così anzichè appiattire gli oggetti, abbiamo deciso di farli "saltare fuori". Ed ecco i lavabi di Regia che, nella plastica trasperenza arancione, riprendono la boiserie in minuscole piastrelline vitree del medesimo colore. Il quadrato adesso si ripete e, nel ripetersi, sembra moltiplicarsi, anche tridimensionalmente. In questo i lavabi di regia non sfruttano la loro disinibita appariscenza, ma si ergono a oggetti "cult" accentrando l'attenzione, anche in virtù delle rubinetterie Gessi.

Il paramento a piastrelline non occupa completamente la parete, si impone al centro, attraverso la parete divisoria, diventando trait d'union tra i due locali, accentuandone l'appartenenza ad una unica idea-funzione, anche in considerazione della loro scarsa significanza, se presi singolarmente. Neutra la pavimentazione che deve assorbire la luce, opaca, non deve distrarre lo sguardo dal gioco di lucide concatenazioni: il paramento con i blocchi servizio, il paramento con gli specchi.

bye, massi+ 

 

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